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Mission

 

Il Sapere si pone come uno dei vettori fondamentali della cultura moderna, essendo la "materia prima" necessaria ai processi comunicativi, produttivi e culturali dello scenario digitale.


La dimensione tecnica diventa centrale, chi possiede il sapere è in una posizione monopolistica rispetto agli altri, anche se gli elementi propri della rete permettono, al momento, una redistribuzione di questo sapere.


Il sapere di cui stiamo parlando difficilmente si pone il problema di essere conservato, visto la sua continua mutazione, l'andamento fluido e immediato. Il know-how, pur rivestendo un ruolo centrale, necessita di aggiornamenti e riadeguamenti continui, perché tende per sua natura ad invecchiare subito; le tecnologie, tra novità e sperimentazione, mutano velocemente, di conseguenza anche le competenze per usarle, testarle, ripararle e modificarle. Occorre rivedere di continuo i profili professionali individuali, e spesso la scuola pubblica e la formazione in generale sono carenti e anacronistiche nell'offrire la preparazione adeguata.


È un sapere che per lo più circola in rete e viene incrementato dagli utenti stessi; esso ha la necessità naturale di essere condiviso per ricevere apporti in meglio. Siamo di fronte, dunque, ad un sapere collettivo, provvisorio, cumulativo, marcatamente flessibile, che si realizza nella condivisione delle competenze e che deve molto all'universo degli hobbisti, degli smanettoni, degli hacker. La rete (siti Web, newsgroup, forum, mailing list, ecc.) è l'habitat perfetto dove tale sapere si trasmette.


La forte componente cooperativa coinvolge più individui, spingendoli a creare gruppi e a fare comunità, a evidenziare come questo sapere-tecnico costituisca un collante sociale, un'emulsione per produrre interessi ed ambiti comunitari.

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